RIPRODUZIONE AGAPORNIS -parte prima -
Calopsite Forum :: Altri Psittaciformi :: Agapornis - Inseparabili: per conoscerli e allevarli meglio
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RIPRODUZIONE AGAPORNIS -parte prima -
Per gli Agapornis si consiglia l'utilizzo di un nido in legno, di circa venti centimetri di altezza e venticinque di larghezza, dotato di un foro di entrata di almeno cinque centimetri, e di un coperchio apribile facilmente per poter controllare le uova, i pulli e procedere quando occorre alla pulizia del nido. Diciamo che queste misure sono orientative; importante è comunque che il nido sia sempre in legno, e che sia spazioso in modo che la coppia riproduttrice abbia la possibilità di entrare nel nido comodamente e non rompa le uova incidentalmente o addirittura non ferisca i piccoli pulli una volta nati. La forma, che sia rettangolare o quadrangolare poco importa; basilare è sempre lo sportello di controllo, in modo che sia possibile guardare dentro al nido senza spostarlo nè disturbare eccessivamente la femmina in cova. Si può posizionare esternamente rispetto alla gabbia, oppure all'interno, tenendo conto che se è posizionato all'esterno deve essere in una posizione sicura, affinchè non venga urtato incidentalmente dal nostro passaggio o da nostre manovre intorno alla gabbia, e che sia comunque ben attaccato ad essa in maniera che gli Aga entrandoci magari anche velocemente e bruscamente, non corrano il rischio di staccarlo.
Ricordiamoci che ogni specie Aga ha proprie caratteristiche di specie, che anche nella riproduzione determinano differenze tra loro, e necessitano di attenzioni particolari per le loro esigenze diverse. Ricordiamo che le tre specie più antiche, Cana - Taranta - Pullaria, sono quelle che hanno più difficoltà a riprodursi in cattività e solo allevatori esperti riescono ad ottenere cove e pulli da queste specie, con una certa costanza e soddisfazione.
Direi di occuparci principalmente delle altre specie di Aga, che sono quelle più facilmente rintracciabili in commercio e quelle più facili da allevare e da far riprodurre : Roseincollis - Fischer - Lilianae - Personata - Nigrigenis.
L'inseparabile Roseincollis è l'Aga che dà maggiori soddisfazioni per quel che concerne la riproduzione: un bel nido in legno, un pò di torba sul fondo, e rametti di salice a disposizione della femmina, è quello che occorre. La femmina sminuzza abilmente i rametti, con una tecnica tutta particolare e molto abile, li mette sotto le ali e li trasporta nel nido dove poi li intreccerà con autentica maestria. Spesso durante il trasporto perde i rametti da sotto le ali, e non si preoccupa quasi mai di recuperarli, per cui mai farle mancare rametti di salice integri con cui sostituire i pezzetti persi mentre si reca al nido, che se restano inutilizzati nel fondo gabbia, si provvederà ad eliminare per non lasciarli ad intralciare la femmina e il maschio Aga. Il maschio non aiuta la femmina nell'imbottitura del nido, anche se resta con lei all'interno parecchio tempo; dal nido possono provenire gridolini che non devono assolutamente preoccupare e se la femmina in questi momenti scaccia via dal nido violentemente il maschio, è del tutto naturale in quanto non vuole essere disturbata troppo, mentre prepara il nido. Solitamente per i rosei la deposizione del primo uovo avviene dai tre ai cinque giorni dopo la prima copula della coppia.
Le altre specie, distinguibili dai rosei per via del famoso anello perioculare di pelle bianca, cioè Fischer, Lilianae, Personata e Nigrigenis, ormai si riproducono anch'essi con relativa facilità; necessitano anch'essi di un nido in legno spazioso leggermente riempito di torba, e la femmina ha bisogno di avere rametti di Pioppo o di Salice a disposizione, con cui provvedere ad imbottire il nido: la femmina taglia strisce sottili con perizia certosina, come anche le femmine rosei, o li sminuzza finemente, e poi in parte sotto alle ali, in parte dentro al becco, li porta nel nido, creando all'interno dello stesso camere di cova protette e molto strutturate. Una volta che il nido è pronto avviene l'accoppiamento vero e proprio, l'atto sessuale si ripete più volte al giorno, e termina solitamente solo quando la femmina ha deposto l'ultimo uovo e resta la maggior parte del tempo detro il nido a covare. Gli accoppiamenti non sono identici per tutti i soggett; generalmente sono rapidi e bruschi, privi di preliminari di alcun tipo se non dall'invito della femmina che si mette davanti al maschio con le ali leggermente aperte, cedendo alle insistenze acustiche del maschio stesso che emette suoni caratteristici e prolungati proprio rivolto alla femmina. Il maschio quando vede che la femmina prepara il nido, si prepara fisiologicamente all'accoppiamento, aumentando i propri livelli ormonali e diventando spesso agitato e nervoso e rumoroso più del solito. Ma non tutti i soggetti hanno accoppiamenti così; teniamo conto che varia molto dal grado di affiatamento della coppia, e spesso prima di accoppiarsi ci sono anche delle tecniche di corteggiamento che il maschio compie abilmente: saltelli ed urletti intorno alla femmina, proprio facendole un girotondo e gonfiando il petto per apparire più maestoso, ed offerte di cibo attraverso i rugurgiti alla femmina. Anche la durata degli accoppiamnti dipende molto dai soggetti, e non dobbiamo spaventarci diciamo, se in alcune coppie la copula dura molto a lungo.
Per tutte le specie di Agapornis, la cova è compito esclusivo delle femmine, ma il maschio resta molto nel nido insieme a lei, e si occupa di nutrirla sempre con la tecnica del rigurgito; può essere che le femmine durante la cova perdano del peso, anche se il maschio le nutre correttamente e anche spesso. Per questo basilare è fornire un apporto vitamico particolare nel periodo della cova, attraverso gocce messe ogni giorno nel beverino, o polveri mischiate al pastoncino all'uovo che in periodo di cova e di sucessivo svezzamento dei pulli, non deve mai mancare agli Aga.
La cova ha una durata diversa non solo in base alle specie, ma anche all'intensità di cova che ha una femmina rispetto ad un'altra e non sempre è facile stabilire perfettamente l'inizio vero e proprio della cova in quanto anche dopo aver deposto le prime uova, spesso la femmina esce sovente dal nido per accoppiarsi ancora con il maschio o finire di recuperare materiale per imbottire il nido ed inizia quindi la cova vera e propria in un momento sucessivo alle prime deposizioni. In genere la durata media della cova è di ventidue o ventitre giorni dalla deposizione delle prime due uova.
Di solito i pulli nascono sempre ad una certa distanza di ore uno dall'altro; teniamo presente che il pullo per uscire dall'uovo compie uno sforzo enorme, che non possiamo neppure immaginare o quantificare e che lo mette a dura prova. Deve bucare la camera d'aria delluovo ed incidere il guscio aprendolo quasi come avesse un apriscatola incorporato nel becco. La madre non lo aiuta quasi mai in questa parte della difficile operazione, che proprio per lo sforzo che richiede al pullo è in fondo una prova di selezione naturale, in quanto solo un pullo in perfette condizioni e in perfetta salute riesce a bucare e ad aprire l'uovo per venirne fuori. La madre interviene solo nei casi in cui il pullo è già comunque riuscito a fare la parte principale del lavoro, ed è quasi completamente uscito dall'uovo; non prendiamola per crudeltà perchè non lo è assolutamente. In Natura solo i pulli sani e perfettamente formati hanno qualche reale possibilità di crescere bene e di diventare adulti, e anche in cattività la madre rispetta questa sorta d'indispensabile criterio di selezione. Sconsigliamo per cui di aiutare noi il pullo ad uscire dall'uovo, primo perchè correremmo il rischio di far morire comunque il pullo, e secondo perchè dobbiamo rispettare questo criterio di selezione proprio il bene della specie che stiamo allevando.
Nei primissimi giorni, come tutti i pappagalli, gli Aga nutrono i pulli con una sostanza molto particolare e indispensabile al sucessivo perfetto sviluppo dei pulli, tale sostanza viene definita LATTE DI PAPPAGALLO che mischiata col cibo digerito e rigurgitato, diventa una pappa molto nutriente e calorica; i genitori solitamente danno la parte più liquida ai pulli più piccoli, e quella più solida a quelli più grandicelli. Ma spesso questi ultimi aggrediscono letteralmente i genitori appena entrano nel nido per dar loro da mangiare, e i più piccoli rischiano di morire di fame. I pulli nascono tutti ad occhi chiusi, li apriranno in tempi che variano da specie a specie e questo è un momento molto delicato nela loro esistenza. Tenimo conto che dopo l'apertura degli occhi, lo sviluppo del pullo sarà rapido rispetto alla prima settimana di vita.
Teniamo sempre conto, che ci possono essere differenze notevolissime tra le abitudini di riproduzione di uccelli in cattività, rispetto a soggetti della stessa specie in Natura; e anche per quel che concerne i tempi di sviluppo dei pulli, questi tempi variano notevolmente in cattività rispetto ai tempi della Natura, per cui non meravigliamoci di apparenti differenze che le nostre coppie e i nostri pulli dovessero dimostrare, rispetto a quanto si può leggere o studiare sulla loro specie, o anche rispetto i racconti e le esperienze di altri allevatori che hanno la stessa specie.
Un momento importantissimo è poi l'uscita dal nido da parte dei pulli. Dopo essersi affacciati spesso al buco del nido, e restare in osservazione anche per molte ore al giorno, i pulletti più grandi e coraggiosi faranno vari tentativi di uscire alla scoperta del territorio, spinti talvolta anche dai genitori; quasi sempre resteranno nei pressi del buco di entrata del nido, in cui torneranno a rifugiarsi velocemente alla prima avvisaglia d'insicurezza. Questi tentativi sono numerosi, questo avanti e indietro nel nido cioè, e l'inizio di questi tentativi dipende sempre dalle specie e anche dal carattere dei soggetti, ma dipende anche molto dalla sicurezza ambientale che i genitori hanno trasmesso loro. Per cui, una coppia che si senta sicura del proprio ambiente, e anche dell'allevatore, avrà senza dubbio dei pulli più coraggiosi e curiosi e desiderosi di uscire alla svelta dal nido.
Per stimolare la riproduzione e anche favorirla, è basilare come già detto fornire un apporto vitamico che non sempre può essere fornito solo attraverso una dieta anche se completa ed equilibrata; è indispensabile un apporto di vitamine, soprattutto le vitamine E - A - D3 - C - e quelle del gruppo B. E' bene fornire comunque del cibo ricco di proteine, per questo è indicato il pastoncino all'uovo, con una miscela di frutta frullata, arricchito con sali minerali e carote grattuggiate finemente, e anche qualche goccia di miele, a cui aggiungere farine di cereali misti, che aumenteranno il valore proteico del pastoncino. Esso deve essere messo a disposizione dei genitori prima, ma anche sucessivamente dei pulli una volta che usciranno dal nido ed incominceranno a nutrirsi da soli: non dovranno trovare solo sementi secche o spighe di panico, che pure devono essere presenti, ma soprattutto questo pastoncino che aiuterà i genitori a svezzarli ma servirà a loro per crescere in fretta e svilupparsi adeguatamente. Ricordiamo comunque, che i pulli ereditano già dentro all'uovo alcune caratteristiche dei genitori, fra queste anche il gusto rispetto al cibo: per cui abituate per tempo i genitori al pastoncino e alle verdure fresche, in modo che si preparino meglio alla riproduzione (e siano forti e ben nutriti per assolvere ai compiti pesanti legati ad essa, soprattutto la femmina), ma anche perchè trasmetteranno il gusto per questi alimenti ai pulli.
Ricordiamoci che ogni specie Aga ha proprie caratteristiche di specie, che anche nella riproduzione determinano differenze tra loro, e necessitano di attenzioni particolari per le loro esigenze diverse. Ricordiamo che le tre specie più antiche, Cana - Taranta - Pullaria, sono quelle che hanno più difficoltà a riprodursi in cattività e solo allevatori esperti riescono ad ottenere cove e pulli da queste specie, con una certa costanza e soddisfazione.
Direi di occuparci principalmente delle altre specie di Aga, che sono quelle più facilmente rintracciabili in commercio e quelle più facili da allevare e da far riprodurre : Roseincollis - Fischer - Lilianae - Personata - Nigrigenis.
L'inseparabile Roseincollis è l'Aga che dà maggiori soddisfazioni per quel che concerne la riproduzione: un bel nido in legno, un pò di torba sul fondo, e rametti di salice a disposizione della femmina, è quello che occorre. La femmina sminuzza abilmente i rametti, con una tecnica tutta particolare e molto abile, li mette sotto le ali e li trasporta nel nido dove poi li intreccerà con autentica maestria. Spesso durante il trasporto perde i rametti da sotto le ali, e non si preoccupa quasi mai di recuperarli, per cui mai farle mancare rametti di salice integri con cui sostituire i pezzetti persi mentre si reca al nido, che se restano inutilizzati nel fondo gabbia, si provvederà ad eliminare per non lasciarli ad intralciare la femmina e il maschio Aga. Il maschio non aiuta la femmina nell'imbottitura del nido, anche se resta con lei all'interno parecchio tempo; dal nido possono provenire gridolini che non devono assolutamente preoccupare e se la femmina in questi momenti scaccia via dal nido violentemente il maschio, è del tutto naturale in quanto non vuole essere disturbata troppo, mentre prepara il nido. Solitamente per i rosei la deposizione del primo uovo avviene dai tre ai cinque giorni dopo la prima copula della coppia.
Le altre specie, distinguibili dai rosei per via del famoso anello perioculare di pelle bianca, cioè Fischer, Lilianae, Personata e Nigrigenis, ormai si riproducono anch'essi con relativa facilità; necessitano anch'essi di un nido in legno spazioso leggermente riempito di torba, e la femmina ha bisogno di avere rametti di Pioppo o di Salice a disposizione, con cui provvedere ad imbottire il nido: la femmina taglia strisce sottili con perizia certosina, come anche le femmine rosei, o li sminuzza finemente, e poi in parte sotto alle ali, in parte dentro al becco, li porta nel nido, creando all'interno dello stesso camere di cova protette e molto strutturate. Una volta che il nido è pronto avviene l'accoppiamento vero e proprio, l'atto sessuale si ripete più volte al giorno, e termina solitamente solo quando la femmina ha deposto l'ultimo uovo e resta la maggior parte del tempo detro il nido a covare. Gli accoppiamenti non sono identici per tutti i soggett; generalmente sono rapidi e bruschi, privi di preliminari di alcun tipo se non dall'invito della femmina che si mette davanti al maschio con le ali leggermente aperte, cedendo alle insistenze acustiche del maschio stesso che emette suoni caratteristici e prolungati proprio rivolto alla femmina. Il maschio quando vede che la femmina prepara il nido, si prepara fisiologicamente all'accoppiamento, aumentando i propri livelli ormonali e diventando spesso agitato e nervoso e rumoroso più del solito. Ma non tutti i soggetti hanno accoppiamenti così; teniamo conto che varia molto dal grado di affiatamento della coppia, e spesso prima di accoppiarsi ci sono anche delle tecniche di corteggiamento che il maschio compie abilmente: saltelli ed urletti intorno alla femmina, proprio facendole un girotondo e gonfiando il petto per apparire più maestoso, ed offerte di cibo attraverso i rugurgiti alla femmina. Anche la durata degli accoppiamnti dipende molto dai soggetti, e non dobbiamo spaventarci diciamo, se in alcune coppie la copula dura molto a lungo.
Per tutte le specie di Agapornis, la cova è compito esclusivo delle femmine, ma il maschio resta molto nel nido insieme a lei, e si occupa di nutrirla sempre con la tecnica del rigurgito; può essere che le femmine durante la cova perdano del peso, anche se il maschio le nutre correttamente e anche spesso. Per questo basilare è fornire un apporto vitamico particolare nel periodo della cova, attraverso gocce messe ogni giorno nel beverino, o polveri mischiate al pastoncino all'uovo che in periodo di cova e di sucessivo svezzamento dei pulli, non deve mai mancare agli Aga.
La cova ha una durata diversa non solo in base alle specie, ma anche all'intensità di cova che ha una femmina rispetto ad un'altra e non sempre è facile stabilire perfettamente l'inizio vero e proprio della cova in quanto anche dopo aver deposto le prime uova, spesso la femmina esce sovente dal nido per accoppiarsi ancora con il maschio o finire di recuperare materiale per imbottire il nido ed inizia quindi la cova vera e propria in un momento sucessivo alle prime deposizioni. In genere la durata media della cova è di ventidue o ventitre giorni dalla deposizione delle prime due uova.
Di solito i pulli nascono sempre ad una certa distanza di ore uno dall'altro; teniamo presente che il pullo per uscire dall'uovo compie uno sforzo enorme, che non possiamo neppure immaginare o quantificare e che lo mette a dura prova. Deve bucare la camera d'aria delluovo ed incidere il guscio aprendolo quasi come avesse un apriscatola incorporato nel becco. La madre non lo aiuta quasi mai in questa parte della difficile operazione, che proprio per lo sforzo che richiede al pullo è in fondo una prova di selezione naturale, in quanto solo un pullo in perfette condizioni e in perfetta salute riesce a bucare e ad aprire l'uovo per venirne fuori. La madre interviene solo nei casi in cui il pullo è già comunque riuscito a fare la parte principale del lavoro, ed è quasi completamente uscito dall'uovo; non prendiamola per crudeltà perchè non lo è assolutamente. In Natura solo i pulli sani e perfettamente formati hanno qualche reale possibilità di crescere bene e di diventare adulti, e anche in cattività la madre rispetta questa sorta d'indispensabile criterio di selezione. Sconsigliamo per cui di aiutare noi il pullo ad uscire dall'uovo, primo perchè correremmo il rischio di far morire comunque il pullo, e secondo perchè dobbiamo rispettare questo criterio di selezione proprio il bene della specie che stiamo allevando.
Nei primissimi giorni, come tutti i pappagalli, gli Aga nutrono i pulli con una sostanza molto particolare e indispensabile al sucessivo perfetto sviluppo dei pulli, tale sostanza viene definita LATTE DI PAPPAGALLO che mischiata col cibo digerito e rigurgitato, diventa una pappa molto nutriente e calorica; i genitori solitamente danno la parte più liquida ai pulli più piccoli, e quella più solida a quelli più grandicelli. Ma spesso questi ultimi aggrediscono letteralmente i genitori appena entrano nel nido per dar loro da mangiare, e i più piccoli rischiano di morire di fame. I pulli nascono tutti ad occhi chiusi, li apriranno in tempi che variano da specie a specie e questo è un momento molto delicato nela loro esistenza. Tenimo conto che dopo l'apertura degli occhi, lo sviluppo del pullo sarà rapido rispetto alla prima settimana di vita.
Teniamo sempre conto, che ci possono essere differenze notevolissime tra le abitudini di riproduzione di uccelli in cattività, rispetto a soggetti della stessa specie in Natura; e anche per quel che concerne i tempi di sviluppo dei pulli, questi tempi variano notevolmente in cattività rispetto ai tempi della Natura, per cui non meravigliamoci di apparenti differenze che le nostre coppie e i nostri pulli dovessero dimostrare, rispetto a quanto si può leggere o studiare sulla loro specie, o anche rispetto i racconti e le esperienze di altri allevatori che hanno la stessa specie.
Un momento importantissimo è poi l'uscita dal nido da parte dei pulli. Dopo essersi affacciati spesso al buco del nido, e restare in osservazione anche per molte ore al giorno, i pulletti più grandi e coraggiosi faranno vari tentativi di uscire alla scoperta del territorio, spinti talvolta anche dai genitori; quasi sempre resteranno nei pressi del buco di entrata del nido, in cui torneranno a rifugiarsi velocemente alla prima avvisaglia d'insicurezza. Questi tentativi sono numerosi, questo avanti e indietro nel nido cioè, e l'inizio di questi tentativi dipende sempre dalle specie e anche dal carattere dei soggetti, ma dipende anche molto dalla sicurezza ambientale che i genitori hanno trasmesso loro. Per cui, una coppia che si senta sicura del proprio ambiente, e anche dell'allevatore, avrà senza dubbio dei pulli più coraggiosi e curiosi e desiderosi di uscire alla svelta dal nido.
Per stimolare la riproduzione e anche favorirla, è basilare come già detto fornire un apporto vitamico che non sempre può essere fornito solo attraverso una dieta anche se completa ed equilibrata; è indispensabile un apporto di vitamine, soprattutto le vitamine E - A - D3 - C - e quelle del gruppo B. E' bene fornire comunque del cibo ricco di proteine, per questo è indicato il pastoncino all'uovo, con una miscela di frutta frullata, arricchito con sali minerali e carote grattuggiate finemente, e anche qualche goccia di miele, a cui aggiungere farine di cereali misti, che aumenteranno il valore proteico del pastoncino. Esso deve essere messo a disposizione dei genitori prima, ma anche sucessivamente dei pulli una volta che usciranno dal nido ed incominceranno a nutrirsi da soli: non dovranno trovare solo sementi secche o spighe di panico, che pure devono essere presenti, ma soprattutto questo pastoncino che aiuterà i genitori a svezzarli ma servirà a loro per crescere in fretta e svilupparsi adeguatamente. Ricordiamo comunque, che i pulli ereditano già dentro all'uovo alcune caratteristiche dei genitori, fra queste anche il gusto rispetto al cibo: per cui abituate per tempo i genitori al pastoncino e alle verdure fresche, in modo che si preparino meglio alla riproduzione (e siano forti e ben nutriti per assolvere ai compiti pesanti legati ad essa, soprattutto la femmina), ma anche perchè trasmetteranno il gusto per questi alimenti ai pulli.





